Pensioni, volano gli anticipi, solo una su cinque a 67 anni

ENACContributi e Pensioni

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L’aumento di cinque mesi del requisito per il pensionamento di vecchiaia (da 66 anni e 7 mesi a 67 anni) e il contemporaneo debutto di “Quota 100” hanno lasciato un segno piuttosto vistoso nelle statistiche sui flussi di pensionamento 2019. L’Inps ha liquidato 535.573 nuove pensioni, un dato sostanzialmente in linea con il 2018 (537.160) ma ha registrato un consistente aumento dei trattamenti anticipati (+29,4%) a 196.857 unità. Tra queste numerose uscite ci sono i quotisti, vale a dire quei lavoratori che hanno colto l’agevolazione per uscire dal mercato con 62 anni e 38 di contributi come requisiti minimi. L’età media alla decorrenza di queste nuove pensioni è stata di 62 anni per i dipendenti, 62 anni e 4 mesi per gli artigiani, 63 anni per i commercianti. E mentre gli anticipi volavano si sono affossati i pensionamenti di vecchiaia, calati nel complesso del 15,6%, a 121.495. Più in particolare sono stati solo 33.123 i dipendenti che l’anno passato hanno lasciato il lavoro a 67 anni.

Le nuove pensioni del Fondo lavoratori dipendenti sono nel complesso 298.773, stabili sul 2018. Ma in questo sottoinsieme il calo delle uscite per vecchiaia è stato ancora più ampio (-29,81%) mentre le anticipate rispetto ai 67 anni sono cresciute del 32,81%. In pratica quattro su cinque dei nuovi pensionati che avevano un contratto subordinato sono usciti con un’età inferiore a quella di vecchiaia. In particolare, tra le pensioni liquidate ai lavoratori dipendenti nell’anno solo il 20,8% ha riguardato le pensioni di vecchiaia a 67 anni e il 79,2% quelle legate all’anzianità contributiva.

Oltre a “Quota 100” ad alimentare questo canale di uscita agevolata ha contribuito il mantenimento dei requisiti per l’anticipata basata solo sui contributi (42 anni e 10 mesi per gli uomini, un anno in meno per le donne) destinati a rimanere tali fino al 2026. Tra le altre modalità di anticipo che hanno sostenuto questo flusso vanno poi ricordate “Opzione donna”, le agevolazioni per i lavoratori impegnati in attività usuranti o gravose, gli anticipi ottenuti tramite il cumulo gratuito introdotto qualche anno fa, l’Ape sociale e, in misura molto minore, l’isopensione. Su 126.107 pensioni anticipate liquidate dal Fondo lavoratori dipendenti nel 2019 – si legge nel Monitoraggio Inps sui flussi di pensionamento – oltre 111.000 sono state liquidate a persone con meno di 64 anni, mentre quasi 32.000 sono andate a persone che non ne avevano ancora compiuti 60 anni.

I dati diffusi ieri sono aggiornati al 2 gennaio e non considerano le domande di pensione accolte e che hanno una decorrenza nel 2019 ma risultano ancora in giacenza. Oltre alle 121.495 pensioni di vecchiaia e alle 196.857 anticipate sono state liquidate 41.644 pensioni di invalidità (in calo del 18,14% sul 2018) e 175.577 pensioni ai superstiti (-8,02%). Guardando agli importi, per la vecchiaia l’assegno medio è di 685 euro al mese (ma sale a 1.113 per i lavoratori dipendenti), per le anticipata è di 1.873 euro (2.101 per i dipendenti).

Ieri la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, commentando le posizioni che avanzano dagli alleati di governo (Pd e Italia Viva) che chiedono un “tagliando” su “Quota 100” e il Reddito di cittadinanza, ha ribadito che «sono “misure che abbiamo portato avanti e che non si toccano». La sperimentazione andrà avanti fino al 2021 – ha poi aggiunto – intanto «abbiamo aperto un tavolo sulle pensioni» per una riforma «stabile» del sistema. Lunedì si entra nel vivo von un primo confronto con i sindacati sul tema della “garanzia” sulle pensioni future dei giovani oggi alle prese con carriere discontinue e salari bassi. La ministra ha nominato un gruppo di esperti che la affiancheranno in questo percorso di riforma per il dopo-Quota 100. Ne fanno parte: Paola Bozzao e Concetta Ferrari in rappresentanza del Ministero del Lavoro, e quattro professori: Giovanni Geroldi, Stefano Giubboni, Roberto Riverso e Massimiliano Tancioni. Il tavolo è inoltre composto dai professori Marco Leonardi e Federico Giammusso in rappresentanza del Ministero dell’Economia, dal consigliere Alessandro Goracci di Funzione Pubblica e da due rappresentanti dell’Inps.

 


Fonte:  Il Sole 24 Ore