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Bonus caregiver 2027 fino a 400 euro mensili: chi ne ha diritto, requisiti ISEE, limiti e servizi di assistenza del Patronato ENAC e Unicolf.
Fino a 400 euro al mese per chi dedica gran parte della propria vita all’assistenza di un familiare non autosufficiente. È questa una delle principali novità contenute nel disegno di legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari, approvato dalla Camera dei deputati il 14 ottobre 2026 e ora all’esame del Senato.
Una riforma attesa da anni, che punta finalmente a riconoscere il valore sociale ed economico di milioni di ore di assistenza prestate gratuitamente all’interno delle famiglie italiane.
Il provvedimento costituisce un importante passo avanti, ma presenta anche alcune limitazioni: il contributo economico sarà riservato a una platea ristretta di beneficiari, individuata sulla base delle ore dedicate all’assistenza, della convivenza e di precisi requisiti reddituali.

Un figlio si prende cura di un genitore – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.
In questo scenario, il Patronato ENAC e Unicolf possono rappresentare due importanti punti di riferimento per le famiglie, offrendo servizi complementari: il primo nell’ambito della tutela previdenziale e assistenziale, il secondo nella gestione regolare dei rapporti di lavoro domestico e dell’assistenza familiare.
Chi è il caregiver familiare e cosa prevede la nuova legge
Il caregiver familiare è una persona maggiorenne che si prende cura, gratuitamente e in maniera continuativa, di un familiare con disabilità grave, non autosufficiente o titolare dell’indennità di accompagnamento.
Il riconoscimento riguarda il coniuge, la persona unita civilmente, il convivente di fatto, i figli e i parenti o affini entro il secondo grado. In specifiche situazioni, la tutela può estendersi anche ai parenti e agli affini entro il terzo grado.
Il disegno di legge distingue quattro profili di caregiver, sulla base dell’impegno assistenziale:
- Caregiver prevalente: convive con la persona assistita e dedica alla cura almeno 91 ore settimanali.
- Caregiver convivente: presta assistenza per un periodo compreso tra 30 e 90 ore settimanali.
- Caregiver non convivente: assiste il familiare per almeno 30 ore alla settimana.
- Caregiver con impegno assistenziale ridotto: dedica alla cura da 10 a 29 ore settimanali.
Il riconoscimento formale dovrebbe avvenire attraverso una piattaforma gestita dall’INPS, sulla quale registrare il caregiver e le informazioni necessarie a identificare la situazione assistenziale.
È prevista la possibilità di individuare fino a tre caregiver per ciascuna persona assistita.
Bonus caregiver fino a 400 euro al mese: chi potrà riceverlo
La principale novità economica è contenuta nell’articolo 14 del disegno di legge, che prevede, a decorrere dal 2027, un contributo fino a 1.200 euro a trimestre, equivalenti a un massimo di 4.800 euro annui.
Non si tratta, tuttavia, di un bonus destinato indistintamente a tutti coloro che assistono un familiare.

Figli che accudiscono genitore – Immagine generata con strumenti di A.I.
Per ottenere il beneficio, secondo il testo attualmente approvato dalla Camera, sarà necessario soddisfare contemporaneamente condizioni particolarmente rigorose.
Il richiedente dovrà essere un caregiver prevalente, convivere con la persona assistita e dedicare alle attività di cura almeno 91 ore settimanali, equivalenti a una media di 13 ore al giorno.
Inoltre, non dovrà svolgere attività lavorativa oppure dovrà percepire da essa un reddito non superiore a 3.000 euro lordi annui. L’ISEE non potrà superare 25.000 euro.
Una combinazione di requisiti che rischia di escludere numerose famiglie, comprese quelle nelle quali un figlio assiste quotidianamente un genitore anziano pur continuando a lavorare, oppure quelle nelle quali l’assistenza viene condivisa tra più familiari.
È proprio questo uno degli aspetti più delicati della riforma: riconoscere il valore dell’assistenza familiare senza penalizzare chi cerca di conciliare la cura dei propri cari con la necessità di mantenere un reddito da lavoro.
Come funziona il calcolo del contributo in base all’ISEE
L’importo del beneficio non sarà necessariamente uguale per tutti.
Il meccanismo previsto dal disegno di legge collega il contributo alla situazione economica del caregiver, introducendo una riduzione progressiva per le fasce ISEE più elevate.
Per gli ISEE fino a 15.000 euro è prevista la fascia di sostegno più favorevole, mentre oltre tale soglia l’importo dovrebbe diminuire progressivamente fino al limite di 25.000 euro.
Superato quest’ultimo valore, il contributo non spetterebbe.
La misura potrà riguardare fino a due persone assistite. Nel caso in cui entrambi i genitori siano riconosciuti caregiver del medesimo figlio, il contributo sarà unico e ripartito in parti uguali.
Un altro aspetto significativo riguarda il trattamento fiscale: secondo il disegno di legge, il sostegno economico non concorrerà alla formazione del reddito imponibile né alla componente reddituale dell’ISEE.
Restano comunque da definire le modalità applicative e i criteri operativi che accompagneranno l’eventuale entrata in vigore della misura.
Più tutele per i caregiver che lavorano e per gli studenti
La riforma non si limita al contributo economico, ma punta anche a rafforzare gli strumenti per conciliare l’attività di assistenza con il lavoro e lo studio.
Tra le misure previste figurano agevolazioni nella gestione dell’orario lavorativo, possibilità di ricorrere al lavoro agile, priorità nell’accesso al part-time e strumenti di solidarietà tra colleghi attraverso la cessione di ferie e riposi.
Particolare attenzione viene inoltre dedicata ai genitori di figli con disabilità, con la previsione di un’estensione delle possibilità di utilizzo del congedo parentale fino al compimento dei 18 anni del figlio, secondo le condizioni stabilite dalla nuova disciplina.
Novità anche per gli studenti che si occupano dell’assistenza familiare.
Le università potranno prevedere facilitazioni economiche, riconoscimento di crediti formativi e altre forme di tutela per gli studenti che dedicano almeno 30 ore settimanali alle attività di cura.
Anche nel percorso scolastico potranno essere valorizzate le competenze acquisite attraverso l’esperienza dell’assistenza familiare.
Il ruolo del Patronato ENAC: un punto di riferimento per i diritti dei caregiver
L’introduzione di una disciplina specifica per i caregiver familiari rende ancora più importante poter contare su strutture qualificate, capaci di accompagnare i cittadini nell’accesso alle prestazioni assistenziali e previdenziali.
Il Patronato ENAC si propone come punto di riferimento per le famiglie che devono orientarsi tra riconoscimento della disabilità, prestazioni INPS, agevolazioni e nuove misure di sostegno economico.
Attraverso la propria rete di sportelli, il Patronato ENAC può fornire assistenza e orientamento nella verifica delle condizioni necessarie per accedere alle prestazioni previste dalla normativa vigente, nella gestione delle pratiche assistenziali e nella tutela dei diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari.
Qualora il disegno di legge diventi definitivamente legge dello Stato e siano attivate le relative procedure, il Patronato ENAC potrà rappresentare un supporto anche per il nuovo bonus caregiver, nei limiti delle competenze e delle modalità operative che saranno definite.
La complessità dei requisiti previsti rende infatti particolarmente importante una valutazione preventiva della situazione familiare, reddituale e assistenziale, per evitare aspettative non corrispondenti alle effettive condizioni di accesso.
La finalità è aiutare le famiglie a conoscere i propri diritti e a individuare gli strumenti di sostegno più appropriati, senza trascurare le prestazioni e le agevolazioni già disponibili.
Unicolf: assistenza qualificata alle famiglie che assumono colf, badanti e assistenti familiari
Accanto al lavoro di assistenza gratuita prestato dai caregiver familiari, esiste una realtà altrettanto importante: quella delle famiglie che, per assistere anziani, persone fragili o non autosufficienti, hanno necessità di assumere una badante o un assistente familiare.
È in questo ambito che assume particolare rilievo il ruolo di Unicolf, realtà specializzata nell’assistenza e nella gestione dei rapporti di lavoro domestico.
Non tutte le famiglie, infatti, possono garantire autonomamente un’assistenza continuativa. Gli impegni lavorativi, la distanza geografica e le necessità sanitarie della persona assistita rendono spesso indispensabile ricorrere a personale esterno.
Una volta individuato il lavoratore da assumere, Unicolf offre un supporto professionale per la corretta instaurazione e gestione del rapporto di lavoro.
Dalla predisposizione del contratto di assunzione agli adempimenti contributivi, dall’elaborazione delle buste paga alla gestione di ferie, permessi, tredicesima e trattamento di fine rapporto, l’assistenza di Unicolf consente alle famiglie di affrontare con maggiore sicurezza gli obblighi previsti dalla normativa sul lavoro domestico.
Un servizio particolarmente importante in un settore nel quale la regolarità del rapporto lavorativo rappresenta una tutela sia per la famiglia datrice di lavoro sia per il lavoratore.
Patronato ENAC e Unicolf: due competenze al servizio delle famiglie
La nuova disciplina dei caregiver pone al centro una questione più ampia: quella di un sistema di assistenza familiare capace di riconoscere il lavoro gratuito dei parenti, ma anche di valorizzare il ruolo professionale di chi opera quotidianamente nell’assistenza domestica.
Patronato ENAC e Unicolf intervengono su due esigenze diverse, ma strettamente collegate.
Da un lato, il Patronato ENAC rappresenta un riferimento per la tutela dei diritti previdenziali e assistenziali delle persone fragili e dei familiari che se ne prendono cura.
Dall’altro, Unicolf mette a disposizione delle famiglie la propria esperienza nella gestione amministrativa e contrattuale dei rapporti di lavoro con colf, badanti e assistenti familiari.
Una complementarità che può tradursi in un sostegno concreto: orientamento sulle prestazioni disponibili, maggiore consapevolezza dei diritti e corretta gestione dell’assistenza professionale, quando necessaria.
Perché prendersi cura di una persona non autosufficiente significa affrontare ogni giorno esigenze sanitarie, organizzative, economiche e lavorative che richiedono risposte competenti e coordinate.
Bonus caregiver 2027: cosa succede adesso
Dopo l’approvazione della Camera del 14 ottobre 2026, il disegno di legge è stato trasmesso al Senato, dove ha assunto il numero A.S. 2063 ed è stato assegnato il 21 ottobre.

Famiglia chiede assistenza del patronato Enac – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.
La nuova disciplina non è quindi ancora entrata in vigore e non è attualmente possibile presentare domanda per il contributo fino a 400 euro mensili.
Il testo dovrà completare l’iter parlamentare e, in caso di approvazione definitiva, saranno necessari gli ulteriori passaggi attuativi previsti.
Il 2027 potrebbe dunque rappresentare l’inizio di una nuova fase per il riconoscimento dei caregiver familiari, ma molto dipenderà dalle decisioni del Parlamento e dalle modalità concrete di applicazione.
Nel frattempo, il Patronato ENAC e Unicolf restano punti di riferimento per le famiglie, rispettivamente sul fronte delle tutele assistenziali e previdenziali e su quello della regolare gestione dei rapporti di lavoro domestico.
Perché il sostegno a chi assiste una persona fragile non può esaurirsi in un contributo economico: richiede informazione, professionalità, tutela dei diritti e servizi realmente accessibili.
