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Nuove tutele previdenziali per i lavoratori affetti da patologie oncologiche, croniche o invalidanti. L’INPS chiarisce le modalità per riscattare fino a 24 mesi di congedo e valorizzarli ai fini pensionistici. Il Patronato ENAC offre assistenza per verificare i requisiti, valutare i costi e presentare la domanda.
Importanti novità sul fronte delle pensioni e della tutela dei lavoratori affetti da gravi patologie. Diventa operativa la possibilità di riscattare, ai fini previdenziali, i periodi di congedo straordinario fino a un massimo di due anni, riconosciuti ai dipendenti pubblici e privati che affrontano malattie oncologiche, croniche o invalidanti.
Con la Circolare n. 108/2026, l’INPS ha fornito le indicazioni operative per l’applicazione delle disposizioni introdotte dalla Legge 18 luglio 2025, n. 106, una misura che punta a rafforzare le garanzie occupazionali e previdenziali delle persone costrette a sospendere temporaneamente l’attività lavorativa per affrontare percorsi di cura particolarmente complessi.

Lavoratore legge incartamento – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.
La novità assume particolare rilievo perché consente ai lavoratori di recuperare, attraverso il riscatto contributivo, periodi di assenza che altrimenti non sarebbero utili per la pensione, evitando che una grave malattia determini un ulteriore svantaggio sul piano previdenziale.
Congedo fino a 24 mesi: chi può beneficiarne
La normativa riconosce ai lavoratori dipendenti, pubblici e privati, affetti da patologie oncologiche oppure da malattie invalidanti o croniche, anche rare, che comportino un grado di invalidità pari o superiore al 74%, il diritto a usufruire di un periodo di congedo non superiore a 24 mesi, continuativo o frazionato.
Durante il congedo, il lavoratore conserva il posto di lavoro, ma non percepisce la retribuzione e non può svolgere altre attività lavorative.
Il beneficio può essere utilizzato dopo l’esaurimento degli altri periodi di assenza giustificata, retribuita o non retribuita, spettanti al dipendente secondo la normativa e la disciplina contrattuale applicabile.
È importante sottolineare che il periodo di congedo non viene automaticamente riconosciuto ai fini dell’anzianità di servizio e della contribuzione pensionistica.
Proprio per evitare che questa interruzione possa compromettere il futuro previdenziale del lavoratore, la legge introduce la possibilità di recuperare i periodi interessati mediante contribuzione volontaria oppure attraverso il riscatto.
Riscatto contributivo: come recuperare fino a due anni per la pensione
Il principale elemento di novità riguarda la possibilità di trasformare il periodo di congedo non retribuito in anzianità contributiva utile per la pensione.
Il lavoratore può scegliere tra due strumenti: la prosecuzione volontaria dell’assicurazione previdenziale, secondo le relative condizioni, oppure il riscatto dei periodi di congedo.
Quest’ultima possibilità presenta caratteristiche particolarmente favorevoli.
Secondo le indicazioni dell’INPS, infatti, il riscatto del congedo per gravi patologie segue una disciplina autonoma e non incide sui limiti previsti per altre tipologie di riscatto.
In particolare, i periodi riscattati non riducono i due anni riconosciuti dalla Legge n. 53/2000 per i congedi relativi a gravi motivi familiari e non concorrono al limite triennale previsto per il riscatto dei periodi di interruzione o sospensione del rapporto di lavoro.
La possibilità di riscatto riguarda esclusivamente i congedi fruiti a partire dal 9 agosto 2025, data di entrata in vigore della Legge n. 106/2025, purché i relativi periodi non risultino già coperti da altra contribuzione previdenziale.
La domanda può essere presentata non soltanto dai lavoratori ancora in servizio, ma anche da coloro che hanno cessato l’attività lavorativa, dai pensionati e dai superstiti aventi titolo.
Quanto costa riscattare il congedo biennale?
Il riscatto non è gratuito. L’onere economico viene determinato applicando le regole del sistema contributivo previste dal Decreto legislativo n. 184/1997.
In termini generali, il costo viene calcolato applicando l’aliquota contributiva di finanziamento della gestione previdenziale interessata alla retribuzione imponibile di riferimento, determinata secondo le disposizioni vigenti.
Per molti lavoratori dipendenti l’aliquota è pari al 33%, ma l’importo effettivo dipende dalla posizione assicurativa individuale.
Un aspetto particolarmente importante riguarda il trattamento fiscale: i contributi versati per il riscatto sono deducibili dal reddito complessivo, secondo la disciplina prevista dall’articolo 10, comma 1, lettera e), del D.P.R. n. 917/1986 (TUIR).
Il riscatto produce inoltre un duplice effetto previdenziale: i periodi recuperati possono essere utilizzati sia per raggiungere i requisiti contributivi necessari per il pensionamento, sia per incrementare il montante contributivo e, conseguentemente, l’importo della futura pensione.
Prima di procedere, è quindi opportuno valutare attentamente il rapporto tra il costo dell’operazione e i benefici pensionistici concretamente ottenibili.
Come presentare la domanda di riscatto all’INPS
La richiesta deve essere inoltrata telematicamente all’INPS, attraverso i servizi dedicati alla gestione della posizione assicurativa.
Il lavoratore può utilizzare il portale istituzionale, accedendo con le proprie credenziali digitali SPID, CIE, CNS o eIDAS, oppure rivolgersi al Contact Center dell’Istituto o a un patronato.
Per il riconoscimento del periodo da riscattare è necessario presentare la documentazione attestante la fruizione del congedo.
In particolare, occorre disporre del provvedimento di concessione rilasciato dal datore di lavoro oppure, nei casi consentiti, di una dichiarazione sostitutiva rilasciata successivamente e adeguatamente supportata dalla documentazione richiesta.
La corretta ricostruzione dei periodi di assenza e della posizione contributiva è fondamentale per evitare incongruenze e possibili ritardi nell’istruttoria.
Il ruolo del Patronato ENAC: assistenza per tutelare i diritti previdenziali
Affrontare una grave malattia significa spesso dover gestire, oltre alle difficoltà sanitarie, anche problemi lavorativi, economici e previdenziali. In questo contesto, poter contare su un’assistenza qualificata rappresenta un sostegno importante per il lavoratore e per la sua famiglia.
Il Patronato ENAC svolge un ruolo di orientamento e assistenza nell’accesso alle prestazioni previdenziali e nella tutela dei diritti dei cittadini, accompagnando gli interessati nella comprensione delle opportunità previste dalla normativa.
Attraverso i propri sportelli territoriali, il Patronato ENAC può supportare i lavoratori nella verifica dei requisiti per il riscatto del congedo biennale, nell’esame dell’estratto conto contributivo, nella raccolta della documentazione necessaria e nella predisposizione e trasmissione della domanda all’INPS.
Particolare attenzione viene riservata alla valutazione delle conseguenze previdenziali del riscatto, per aiutare il lavoratore a comprendere se e in quale misura il recupero dei periodi di congedo possa incidere sulla maturazione del diritto alla pensione e sull’importo futuro del trattamento.
L’assistenza assume un valore ancora maggiore nei casi caratterizzati da carriere contributive discontinue, periodi assicurativi maturati presso gestioni differenti o situazioni personali particolarmente complesse.
Rivolgersi al Patronato ENAC significa poter affrontare una procedura previdenziale delicata con il supporto di operatori qualificati, riducendo il rischio di errori e favorendo il corretto riconoscimento dei diritti previsti dalla legge.

Consulenza allo sportello Enac – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.
Una tutela in più per chi affronta una grave malattia
La possibilità di riscattare fino a 24 mesi di congedo rappresenta un importante passo avanti nella protezione previdenziale dei lavoratori colpiti da patologie gravi.
La conservazione del posto di lavoro, unita alla possibilità di recuperare i periodi contributivi non coperti, contribuisce a ridurre il rischio che la malattia comprometta non soltanto la situazione economica presente, ma anche la sicurezza pensionistica futura.
Resta tuttavia fondamentale conoscere le condizioni previste dalla normativa e valutare con attenzione la convenienza del riscatto, che comporta un costo a carico dell’interessato.
Per questo motivo, il Patronato ENAC invita i lavoratori interessati a rivolgersi agli sportelli territoriali per ricevere informazioni e assistenza, verificare la propria posizione previdenziale e individuare le soluzioni più appropriate per tutelare il proprio futuro pensionistico.
