Assegno di Inclusione, la fase dei rinnovi

Comunicazione ENACSussidi, Social Card, Assegno Inclusione, RDC

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Disco verde dall’Inps alla presentazione della seconda domanda di rinnovo per quei nuclei familiari beneficiari dell’Assegno di Inclusione (ADI). Con luglio, termina il sostegno economico per le famiglie che ne hanno fruito a partire dal gennaio 2024, e che hanno presentato la prima domanda di rinnovo dal luglio 2025. L’Adi, infatti, ha durata di 18 mesi rinnovabili di volta in volta per un periodo di ulteriori 12 mesi senza sospensione nell’erogazione dell’assegno. La prima mensilità di rinnovo, tuttavia, è pari al 50% dell’assegno mensile. Lo afferma l’Inps nel messaggio n. 2437/2026, in cui spiega che dal mese di agosto 2026 i nuclei familiari che termineranno la fruizione del primo rinnovo potranno presentare domanda di rinnovo.

Una sede di patronato Enac – immagine creata con A.I.

Il Rinnovo dell’Adi

L’Inps spiega che la domanda di rinnovo può essere inoltrata a partire dal mese successivo a quello dell’ultimo pagamento. Poiché le prime scadenze di verificheranno a luglio, le domande potranno essere presentate a decorrere dal mese di agosto. Le richieste inviate durante l’ultimo mese di fruizione non verranno elaborate.

Se la domanda viene presentata (e l’eventuale Patto di Attivazione Digitale sottoscritto) nel mese successivo alla decadenza, non vi è più l’obbligo del mese di interruzione e la continuità dei pagamenti viene salvaguardata. La prima mensilità del rinnovo viene, tuttavia, erogata nella misura pari al 50% dell’importo mensile spettante, sia per i nuclei familiari invariati sia per quelli con variazioni. I pagamenti successivi torneranno alla misura piena.

La domanda

Per agevolare gli utenti, le procedure di rinnovo variano in base alle modifiche intervenute nel nucleo familiare. Per le famiglie che non hanno subito variazioni rispetto alla precedente domanda (al netto di nascite e decessi):

  • La domanda può essere presentata dallo stesso richiedente o da un altro componente maggiorenne;
  • Nessun nuovo PAD. Non è necessario iscriversi nuovamente al SIISL né sottoscrivere un nuovo Patto di Attivazione Digitale (PAD) nucleo: restano validi quelli della domanda precedente.
  • Obbligo di presentazione ai Servizi Sociali: Permane l’obbligo di presentarsi presso i Servizi Sociali entro 120 giorni dalla presentazione della domanda, a pena di sospensione del beneficio.

Se il nucleo familiare ha subito modifiche (es. l’uscita di un componente) è obbligatorio effettuare nuovamente l’iscrizione al SIISL e sottoscrivere un nuovo PAD nucleo. Il pagamento della prima mensilità di rinnovo decorre, in tal caso, dall’assolvimento di tali ulteriori adempimenti.

Condizione di Svantaggio

Se nella precedente domanda era indicata una condizione di svantaggio con relativo inserimento in programmi di cura, nella nuova richiesta vanno riassunti gli estremi delle certificazioni ancora in corso di validità. Qualora le certificazioni siano scadute, occorre essere già in possesso dei nuovi documenti rinnovati. L’indicazione di pratiche scadute blocca l’iter della domanda.

Carte Adi

L’Inps spiega, infine, le regole di accreditamento e l’emissione delle nuove carte Adi. In linea generale se il nucleo familiare è invariato e la domanda di rinnovo è presentata dallo stesso richiedente o da un titolare di carta Adi già attiva le somme continuano ad essere accreditate sulla precedente Carta Adi (a condizione che non sia stata bloccata, smarrita o disattivata) senza necessità di emetterne una nuova.

Operatrice Enac – Immagine creata con A.I.

Se il richiedente, invece, non è titolare di Carta Adi, ne viene emessa una nuova intestata al richiedente. Eventuali somme residue sulla vecchia carta restano utilizzabili dall’ex intestatario fino a esaurimento o scadenza.

Se la suddivisione della quota tra più membri del nucleo (cd. individualizzazione per i componenti maggiorenni) viene confermata, gli importi vengono accreditati sulle carte già esistenti. Se richiesta per la prima volta, verranno emesse nuove carte solo per i membri che non ne hanno ancora una.

Se il nucleo familiare è variato l’Inps spiega che viene emessa sempre una nuova Carta ADI per il richiedente (e per i beneficiari in caso di individualizzazione), anche se in possesso di una carta precedente. Le vecchie carte associate alla domanda terminata continuano a funzionare esclusivamente per l’uso del saldo rimanente, ma non riceveranno più nuovi accrediti.

Cosa può fare il Patronato Enac per l’Adi

Come per molte altre prestazioni, il Patronato Enac può svolgere un ruolo determinante. Può, anzitutto, aiutare le famniglie a ricostruire la propria posizione, raccogliere documenmtazione, elaborare assieme agli aventi diritto la relativa domanda. E poi può trasmettare l’istanza all’Inps, attuando di fatto quella che è la sua missione, stare al fianco dei cittadini nel rapporto, a volte complicato, con l’ente previdenziale. Sono tatnte le buone ragioni per recarsi presso uno sportello del Patronato Enac!