Pensioni, dal 2027 nuovi aumenti dei requisiti: il Patronato ENAC al fianco dei lavoratori per orientarsi nel futuro previdenziale

Comunicazione ENACPrevidenza

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La strada verso la pensione diventa progressivamente più lunga. Secondo le proiezioni contenute nel 27° Rapporto sulle tendenze di medio-lungo periodo del sistema pensionistico e sociosanitario della Ragioneria Generale dello Stato, nei prossimi anni i requisiti per l’accesso alla pensione torneranno ad adeguarsi all’aumento dell’aspettativa di vita, dopo la sospensione degli incrementi determinata dagli effetti della pandemia da Covid-19.

In assenza di nuovi interventi normativi da parte del Governo, il requisito per la pensione di vecchiaia potrebbe raggiungere 67 anni e 6 mesi nel 2029 e arrivare fino a 67 anni e 8 mesi nel 2031.

Lavoratore artigiano vicino alla pensione – Immagine generata con ausilio di A.I.

Per milioni di lavoratori prossimi al pensionamento, diventa quindi fondamentale conoscere con precisione la propria posizione contributiva e valutare per tempo le diverse possibilità di uscita. In questo percorso il Patronato ENAC svolge un ruolo essenziale di assistenza e tutela, offrendo ai cittadini supporto nella verifica dei contributi versati, nella ricostruzione della carriera lavorativa e nell’individuazione della soluzione previdenziale più adatta alla propria situazione personale.

Gli aumenti già programmati dal 2027

Gli incrementi previsti per il biennio 2027-2028 non rappresentano semplici ipotesi, ma adeguamenti già programmati dalla normativa vigente.

Salvo eventuali modifiche introdotte con i prossimi provvedimenti di legge, dal 1° gennaio 2027 l’età richiesta per la pensione di vecchiaia salirà a 67 anni e 1 mese, mentre dal 1° gennaio 2028 sarà necessario raggiungere 67 anni e 3 mesi.

L’incremento complessivo previsto inizialmente per il biennio (+3 mesi) è stato infatti distribuito su due anni.

Anche per la pensione anticipata ordinaria aumenterà il requisito contributivo:

  • dal 1° gennaio 2027 saranno necessari 42 anni e 11 mesi di contributi;
  • dal 1° gennaio 2028 il requisito salirà a 43 anni e 1 mese.

Rimane confermata la finestra mobile di tre mesi dalla maturazione dei requisiti. Per le lavoratrici il requisito contributivo resta ridotto di un anno rispetto agli uomini.

Dal 2029 nuovi adeguamenti in prospettiva

Le previsioni della Ragioneria Generale dello Stato delineano ulteriori incrementi nei prossimi anni.

Dal 2029 i requisiti pensionistici potrebbero aumentare progressivamente:

  • ulteriori 3 mesi dal 2029;
  • altri 2 mesi nel biennio 2031-2032;
  • 1 mese nei bienni 2033-2034 e 2035-2036;
  • altri 2 mesi nel biennio 2037-2038.

Secondo queste stime, dal 1° gennaio 2037 l’età per la pensione di vecchiaia potrebbe arrivare a 68 anni, mentre per la pensione anticipata il requisito contributivo potrebbe raggiungere 43 anni e 10 mesi (42 anni e 10 mesi per le donne).

Giovani lavoratori: più attenzione alla previdenza contributiva

Particolare attenzione riguarda coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 1° gennaio 1996, cioè i lavoratori interamente inseriti nel sistema contributivo.

Per questa platea restano disponibili specifici canali di accesso alla pensione:

  • la pensione di vecchiaia contributiva, conseguibile a 71 anni di età con almeno 5 anni di contribuzione effettiva (senza considerare i contributi figurativi);
  • la pensione anticipata contributiva, accessibile a 64 anni di età con almeno 20 anni di contribuzione effettiva, purché l’importo della pensione raggiunga una determinata soglia minima.

Per quest’ultima prestazione è infatti necessario che il trattamento pensionistico sia almeno pari a 3 volte l’assegno sociale (pari a circa 1.638 euro lordi mensili), con soglie ridotte per le lavoratrici madri.

Anche le pensioni contributive saranno interessate dagli aumenti

Anche questi strumenti saranno progressivamente adeguati.

La pensione di vecchiaia contributiva potrebbe passare:

  • a 71 anni e 1 mese dal 2027;
  • a 71 anni e 3 mesi dal 2028;
  • a 71 anni e 6 mesi dal 2029.

Per la pensione anticipata contributiva, invece, aumenterà anche il requisito contributivo minimo:

  • 20 anni e 1 mese dal 2027;
  • 20 anni e 3 mesi dal 2028;
  • 20 anni e 6 mesi dal 2029.

Dal 2030, inoltre, la soglia economica richiesta per l’accesso alla pensione anticipata contributiva potrebbe aumentare da 3 a 3,2 volte l’assegno sociale, rendendo più complesso l’accesso per chi presenta carriere lavorative discontinue o redditi previdenziali più contenuti.

Impiegati maturi in riunione – Immagine generata con ausilio di A.I.

Il supporto del Patronato ENAC: assistenza previdenziale e tutela dei lavoratori

In uno scenario caratterizzato da continui aggiornamenti dei requisiti pensionistici, diventa sempre più importante non arrivare impreparati al momento della domanda.

Il Patronato ENAC è al fianco di lavoratori, pensionandi e famiglie attraverso un servizio di consulenza previdenziale qualificata: dalla verifica dell’estratto contributivo alla valutazione dei requisiti, fino alla presentazione delle domande presso l’INPS e all’assistenza nelle procedure più complesse.

Ogni percorso pensionistico presenta infatti caratteristiche diverse: anni di contribuzione, periodi scoperti, lavoro dipendente o autonomo, contribuzione figurativa, carriere discontinue e particolari condizioni personali possono incidere significativamente sulla possibilità di accedere alle diverse forme di pensionamento.

Affidarsi a una struttura di tutela come il Patronato ENAC consente ai cittadini di ricevere informazioni aggiornate e un accompagnamento concreto nelle scelte previdenziali, evitando errori e ritardi nella presentazione delle domande.