Reddito di libertà 2026, nuovi fondi: 530 euro al mese per le donne vittime di violenza

Comunicazione ENACContributi e pensioni

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Nuova spinta al Reddito di libertà 2026, la misura pensata per sostenere le donne vittime di violenza che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità economica.

Il Dipartimento per le Pari Opportunità ha infatti disposto il trasferimento all’INPS di ulteriori 3,9 milioni di euro, risorse che permetteranno di finanziare numerose domande già riconosciute come ammissibili ma rimaste finora senza copertura economica.

A darne notizia è l’INPS con il messaggio n. 3110/2026.

Gruppo di sostegno di donne – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.

Reddito di libertà, oltre 20 milioni di euro disponibili nel 2026

Il nuovo stanziamento rafforza in modo significativo la dotazione finanziaria prevista per il 2026.

Le risorse inizialmente disponibili ammontavano infatti a 16,5 milioni di euro. Con il trasferimento straordinario di ulteriori 3,9 milioni, il plafond complessivo supera ora i 20,4 milioni di euro.

Una disponibilità maggiore che permetterà di recuperare, in particolare, le richieste rimaste sospese in alcune Regioni per insufficienza dei fondi.

Le nuove somme saranno utilizzate prioritariamente per finanziare le domande presentate nel corso del 2026 e già risultate ammissibili, ma non ancora accolte per mancanza di copertura.

Solo una volta esaurite le risorse statali potranno essere utilizzati anche eventuali fondi aggiuntivi messi a disposizione direttamente dalle Regioni.

Fino a 530 euro al mese per 12 mesi

Il Reddito di libertà consiste in un contributo economico destinato a favorire il percorso di autonomia delle donne che hanno subito violenza.

Per il 2026 l’importo mensile è pari a 530 euro, rispetto ai 500 euro previsti nel 2025 e ai 400 euro riconosciuti nelle annualità precedenti.

La prestazione può essere erogata per un massimo di 12 mensilità, arrivando quindi fino a 6.360 euro complessivi nell’arco dell’anno.

Il contributo è esente da IRPEF ed è compatibile con altre forme di sostegno al reddito, tra cui, in presenza dei relativi requisiti, la NASpI e l’Assegno di Inclusione.

Chi può richiedere il Reddito di libertà

La misura è rivolta alle donne residenti in Italia che si trovano in condizioni di particolare fragilità e che sono inserite in percorsi di protezione e assistenza.

Possono accedere al beneficio le cittadine italiane, quelle appartenenti all’Unione europea e le cittadine extracomunitarie regolarmente soggiornanti in Italia.

Un requisito fondamentale è che la donna sia seguita da un Centro antiviolenza riconosciuto dalla Regione e dai Servizi sociali territoriali.

Il contributo ha l’obiettivo di sostenere concretamente il percorso verso l’indipendenza, concorrendo alle spese legate all’autonomia abitativa e personale e, in presenza di figli minori, al loro percorso scolastico e formativo.

Non serve l’ISEE

Uno degli aspetti più importanti della misura riguarda l’assenza di una soglia ISEE.

Per accedere al Reddito di libertà non è infatti richiesto il possesso di uno specifico valore ISEE.

La condizione di bisogno economico viene attestata direttamente dai Servizi sociali competenti, nell’ambito del percorso di presa in carico della beneficiaria.

Questo consente di valutare la situazione concreta della donna senza subordinare l’accesso alla prestazione esclusivamente a un indicatore economico standardizzato.

Come si presenta la domanda

La richiesta viene presentata tramite il Comune di residenza, utilizzando l’apposito modello SR208.

La successiva assegnazione delle risorse avviene secondo l’ordine cronologico di trasmissione delle domande da parte degli enti locali e nei limiti delle disponibilità finanziarie assegnate alle singole Regioni.

Proprio per questa ragione il nuovo stanziamento assume particolare rilevanza: permetterà di finanziare anche una parte delle richieste che, pur essendo corrette e ammissibili, erano rimaste in attesa esclusivamente per insufficienza delle risorse disponibili.

Patronato ENAC, assistenza e orientamento per accedere alle prestazioni

In situazioni particolarmente delicate, poter contare su un punto di riferimento qualificato può fare la differenza.

Il Patronato ENAC offre attività di informazione, orientamento e assistenza sulle principali prestazioni previdenziali, assistenziali e di sostegno al reddito, aiutando le interessate a comprendere quali misure possano essere richieste in relazione alla propria situazione personale e familiare.

consulenza donna

Una donna presso il patronato Enac – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.

Gli operatori del Patronato possono inoltre supportare le beneficiarie nella verifica della documentazione, nell’analisi della propria posizione previdenziale e assistenziale e nell’individuazione di eventuali ulteriori prestazioni compatibili con il Reddito di libertà.

L’obiettivo è fornire un’assistenza competente, riservata e personalizzata, accompagnando la persona nell’accesso agli strumenti di tutela previsti dall’ordinamento e favorendo, per quanto possibile, un percorso verso una maggiore autonomia economica e sociale.

Più risorse per non lasciare indietro le domande già ammesse

L’incremento dei finanziamenti rappresenta quindi una risposta concreta a un problema emerso nei mesi scorsi: la presenza di domande pienamente ammissibili che non avevano potuto essere finanziate per mancanza di fondi.

Con il nuovo trasferimento straordinario, il Reddito di libertà potrà raggiungere una platea più ampia di beneficiarie, rafforzando uno strumento che punta non soltanto al sostegno economico immediato, ma soprattutto alla costruzione di un percorso stabile di indipendenza, protezione e reinserimento sociale.