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L’assegno straordinario di sostegno al reddito previsto per accompagnare i lavoratori del settore delle telecomunicazioni verso la pensione può essere riconosciuto anche a coloro che possiedono periodi contributivi accreditati presso l’ex Fondo Speciale Telefonici.
È quanto chiarito dall’INPS con la Circolare n. 101/2026, che ha fornito nuove indicazioni sulla possibilità di accesso alla prestazione per i dipendenti della filiera delle telecomunicazioni iscritti, oltre che al Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), anche al Fondo speciale Telefonici, confluito nel FPLD dal 1° gennaio 2000 ma tuttora dotato di una propria evidenza contabile.
La novità consente di evitare disparità di trattamento tra lavoratori dello stesso comparto, riconoscendo la possibilità di accompagnamento alla pensione anche a chi, per ragioni legate alla propria storia contributiva, presenta una posizione assicurativa nell’ex Fondo Telefonici.

Una riunione di colleghi – Immagine generata con ausilio di strumenti di A.I.
L’assegno straordinario: una misura di accompagnamento alla pensione
L’assegno straordinario di sostegno al reddito è uno strumento di accompagnamento alla pensione finanziato dal Fondo di solidarietà bilaterale per la Filiera delle Telecomunicazioni attraverso i contributi versati dalle aziende che attivano procedure di esodo.
La prestazione può essere erogata per un periodo massimo di 60 mesi (cinque anni) e consente al lavoratore di raggiungere il primo requisito utile per la pensione di vecchiaia o per la pensione anticipata.
Per accedere al beneficio è necessario che il lavoratore maturi i requisiti anagrafici o contributivi richiesti per la pensione entro il periodo massimo di permanenza nell’assegno straordinario, decorrente dalla cessazione del rapporto di lavoro.
Pensione con la sola contribuzione del Fondo Telefonici oppure trasferimento nel FPLD
L’INPS precisa che il lavoratore iscritto all’ex Fondo Speciale Telefonici può scegliere due diverse modalità di valorizzazione della propria posizione contributiva.
La prima possibilità consiste nel conseguire la pensione utilizzando esclusivamente la contribuzione presente nel Fondo Telefonici. In questo caso l’assegno straordinario sarà finalizzato alla pensione calcolata secondo le regole proprie della gestione speciale.
In alternativa, il lavoratore può optare per il trasferimento della contribuzione nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti (FPLD), così da poter utilizzare anche eventuali ulteriori periodi contributivi presenti in altre gestioni.
Il trasferimento può avvenire attraverso:
- la ricongiunzione contributiva ai sensi dell’articolo 1 della legge n. 29/1979;
- la costituzione della posizione assicurativa nell’AGO, prevista dall’articolo 12, comma 12-novies, del decreto-legge n. 78/2010, convertito dalla legge n. 122/2010.
Questa seconda soluzione può risultare particolarmente vantaggiosa quando consente di valorizzare un maggior numero di periodi assicurativi e quindi di determinare un assegno straordinario più elevato.
Il chiarimento dell’INPS sul Fondo Speciale Telefonici
La precedente Circolare INPS n. 144/2025 aveva disciplinato l’accesso all’assegno straordinario per i lavoratori della filiera delle telecomunicazioni senza affrontare espressamente il caso dei soggetti iscritti all’ex Fondo Telefonici.
L’Istituto ha ora chiarito che tale esclusione avrebbe potuto determinare un trattamento penalizzante per una parte dei lavoratori del settore, considerato che il Fondo Speciale Telefonici, pur essendo stato soppresso dal 1° gennaio 2000 e incorporato nel FPLD, ha conservato le proprie caratteristiche di fondo sostitutivo.
Pertanto, anche questi lavoratori possono accedere alla prestazione di esodo, garantendo uniformità di trattamento all’interno del comparto delle telecomunicazioni.
Il divieto di cumulo delle contribuzioni
Un aspetto rilevante riguarda il principio secondo cui, ai fini del diritto all’assegno straordinario, i requisiti pensionistici devono essere perfezionati esclusivamente con la contribuzione presente nella gestione individuata per la liquidazione della prestazione.
In altri termini, non è possibile sommare liberamente i contributi presenti in diverse gestioni previdenziali.
Se il lavoratore intende utilizzare anche periodi contributivi ulteriori rispetto a quelli presenti nel Fondo Telefonici o nel FPLD, dovrà procedere al trasferimento della posizione assicurativa nella gestione prescelta.
Questa possibilità può consentire di incrementare l’importo dell’assegno straordinario, che sarà determinato considerando una base contributiva più ampia.
In particolare, il trasferimento verso il FPLD può risultare conveniente per quei lavoratori che non possiedono contribuzione nell’ex Fondo Telefonici antecedente al 31 dicembre 1995, ma hanno versamenti esclusivamente nell’AGO. In tali situazioni, infatti, gli oneri della ricongiunzione possono risultare ridotti o addirittura assenti, consentendo una maggiore valorizzazione della posizione contributiva complessiva.
Il ruolo dell’azienda nella domanda di assegno straordinario
La scelta della gestione previdenziale di riferimento assume rilievo già nella fase di presentazione della domanda telematica di assegno straordinario.
Qualora il lavoratore possieda contribuzione nell’ex Fondo Telefonici, il datore di lavoro dovrà indicare la gestione previdenziale sulla base della scelta effettuata dall’interessato.
Le opzioni previste sono:
-
Gestione “AGO”
L’assegno straordinario viene finalizzato alla pensione nel FPLD e il lavoratore intende trasferire la contribuzione dell’ex Fondo Telefonici nel regime ordinario tramite ricongiunzione o costituzione della posizione assicurativa.
In questo caso l’INPS procederà alla definizione della pratica dopo l’accoglimento della domanda di trasferimento, che può essere presentata nei 30 giorni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro.
-
Gestione “Fondo Speciale”
L’assegno straordinario viene invece finalizzato alla pensione secondo le regole dell’ex Fondo Telefonici, senza trasferimento della contribuzione al FPLD.
Nessuna verifica preventiva da parte dell’INPS
L’Istituto precisa inoltre che, diversamente da quanto previsto per l’isopensione, non è necessaria una domanda preventiva di certificazione dei requisiti.
Nell’assegno straordinario di solidarietà, infatti, non è prevista una verifica preliminare da parte dell’INPS né dei requisiti pensionistici né dell’importo della prestazione prima della domanda di esodo.
La responsabilità della verifica dei requisiti e della corretta determinazione dell’importo ricade sul datore di lavoro che attiva la procedura.
Una volta definita la domanda, l’azienda dovrà versare direttamente alla gestione previdenziale presso la quale è stato liquidato l’assegno straordinario anche la relativa contribuzione correlata, destinata a garantire la continuità della posizione assicurativa del lavoratore fino al raggiungimento della pensione.

E’ sempre possibile contare sull’assistenza del Patronato Enac – Immagine generata con ausilio di A.I.
Il supporto del Patronato ENAC per lavoratori e aziende
La complessità della disciplina, soprattutto in presenza di contribuzione maturata presso gestioni diverse, rende fondamentale un’attenta valutazione della posizione previdenziale prima dell’accesso all’assegno straordinario.
In questo percorso il Patronato ENAC svolge un ruolo di assistenza e orientamento al fianco dei lavoratori del settore delle telecomunicazioni, supportandoli nella verifica della posizione contributiva, nell’analisi delle diverse possibilità previste dalla normativa e nella scelta della soluzione più adeguata rispetto al futuro percorso pensionistico.
Gli operatori del Patronato possono affiancare il lavoratore nella ricostruzione della carriera assicurativa, nella valutazione dell’eventuale convenienza del trasferimento dei contributi dall’ex Fondo Telefonici al FPLD attraverso ricongiunzione o costituzione della posizione assicurativa, nonché nella predisposizione della documentazione necessaria per l’accesso alla prestazione.
Un’assistenza qualificata consente di evitare errori nella fase di esodo e di garantire che ogni periodo contributivo venga correttamente valorizzato, accompagnando il lavoratore verso la pensione con maggiore consapevolezza e tutela dei propri diritti previdenziali.
